Sono due pratiche che vengono spesso confuse — capita di sentirsi dire “faccio spostare il contatore” quando in realtà si tratta di un allaccio nuovo, o viceversa. La differenza però non è solo terminologica: cambiano i tempi, i costi e, in alcuni casi, chi li paga.
- Posa di un nuovo contatore = allaccio ex novo. Serve quando un immobile non è mai stato collegato alla rete elettrica o del gas (nuova costruzione, o utenza che non ha mai avuto un contatore).
- Spostamento del contatore = l’utenza esiste già ed è attiva (o comunque già allacciata), ma il contatore deve essere fisicamente spostato in un’altra posizione — ad esempio per lavori edili, ristrutturazioni o modifiche alla facciata.
In entrambi i casi l’intervento materiale è sempre eseguito dal distributore locale (E-Distribuzione, Italgas, 2i Rete Gas o altro gestore di zona a seconda del territorio) — mai dal fornitore. Il fornitore fa da tramite per la pratica e, nel caso della posa, attiva contestualmente la fornitura.
Quando serve la posa di un nuovo contatore
Si parla di posa (o allaccio) quando l’immobile non è mai stato collegato alla rete: tipicamente nuove costruzioni, o unità immobiliari che non hanno mai avuto un’utenza attiva a quell’indirizzo.
Come si richiede: conviene sempre rivolgersi al fornitore scelto, non direttamente al distributore. Se si contatta solo il distributore si ottiene l’installazione fisica del contatore, ma non la fornitura attiva — bisognerà comunque sottoscrivere un contratto con un venditore prima di avere luce o gas in casa. Il fornitore invece gestisce la pratica tecnica con il distributore e attiva il contratto in parallelo, così l’energia arriva subito al termine dei lavori.
Documenti richiesti (luce e gas):
- Documento d’identità e codice fiscale del richiedente
- Titolo di possesso dell’immobile (atto di proprietà o contratto d’affitto)
- Dati catastali dell’unità immobiliare
- Recapiti per appuntamenti e comunicazioni
- Per il gas, in aggiunta: la dichiarazione di conformità dell’impianto interno (redatta dall’installatore) prima dell’attivazione
Costi: il contributo di connessione è fissato da ARERA ed è uguale per tutti gli operatori — cambia solo dove e come si presenta la richiesta, non l’importo. Per la luce si compone di una quota potenza (in base ai kW richiesti) e una quota distanza (in base alla distanza dal punto di allaccio più vicino: fino a 200 metri la quota è fissa, oltre si aggiungono scaglioni ogni 100 metri).
Quando serve lo spostamento
Lo spostamento riguarda un’utenza già esistente: il contatore c’è ed è collegato, ma deve cambiare posizione fisica. I casi più comuni sono lavori di ristrutturazione, spostamento del vano contatori, o richieste legate a permessi condominiali.
Come si richiede: la richiesta va inoltrata al fornitore (o, per contatori non attivi, direttamente al distributore). Per il gas, prima del preventivo è previsto un sopralluogo tecnico da parte di un perito, che verifica se lo spostamento è effettivamente realizzabile — non sempre è consentito, ad esempio se sono coinvolte tubazioni che attraversano proprietà di terzi o parti condominiali, nel qual caso servono autorizzazioni aggiuntive.
Distinzione importante sulla distanza (luce): per spostamenti entro 10 metri dalla posizione originale si applica una tariffa forfettaria fissa, stabilita da ARERA e uguale per tutti i clienti dello stesso distributore (attualmente pari a 222,58 € + IVA, secondo l’atlante ufficiale ARERA — importo comunque soggetto ad aggiornamento periodico). In questo caso non serve un sopralluogo né una valutazione caso per caso: il cliente riceve direttamente l’importo da pagare. Oltre i 10 metri, o per lavori più complessi, si segue invece la procedura ordinaria: il distributore effettua un sopralluogo e invia un preventivo personalizzato, calcolato in base alla distanza effettiva e alla complessità dell’intervento.
Chi paga cosa (e perché ci si confonde)
Qui sta la parte che genera più equivoci tra i clienti.
- Posa nuovo contatore: il contributo di connessione è sempre a carico del richiedente, in quanto si tratta di realizzare un nuovo punto di allaccio alla rete.
- Spostamento contatore: anche in questo caso i costi sono a carico del cliente che lo richiede — incluso il costo del preventivo, anche se poi decide di non accettarlo e non procedere.
- Unica eccezione: se lo spostamento è imposto dal distributore stesso (per esigenze di rete, sicurezza o riorganizzazione degli impianti), in quel caso è gratuito per il cliente.
La confusione nasce spesso perché si pensa che, essendo il contatore di proprietà del distributore, sia il distributore a doversi far carico di ogni intervento. Non è così quando l’iniziativa parte dal cliente.
Tempi realistici: cosa aspettarsi
Posa nuovo contatore:
- Lavori semplici: circa 10-15 giorni lavorativi dall’accettazione del preventivo
- Lavori complessi (scavi, permessi comunali, nuove costruzioni): fino a 60 giorni lavorativi
Spostamento contatore:
- Entro 10 metri (procedura semplificata): circa 15 giorni lavorativi dalla richiesta
- Oltre 10 metri o lavori complessi: il distributore ha fino a 20 giorni per inviare il preventivo, e l’esecuzione dei lavori può arrivare fino a 60 giorni lavorativi dall’accettazione
Un punto spesso trascurato: questi tempi decorrono dall’accettazione del preventivo (o, per il gas, dalla verifica della documentazione tecnica), non dalla data della richiesta iniziale. Se la pratica richiede autorizzazioni da enti pubblici o del condominio, il conteggio si sospende fino al loro ottenimento — è quindi realistico mettere in conto qualche settimana in più rispetto alle tempistiche “di targa”.
Che si tratti di un caso semplice, di una pratica più complessa o di una situazione fuori standard, ce lo racconti in consulenza gratuita: la seguiamo noi dal preventivo fino all’attivazione.
Domande frequenti
Posso richiedere lo spostamento del contatore anche se ho un contratto attivo? Sì, è la situazione più comune: l’utenza resta attiva e viene semplicemente spostata la posizione fisica del contatore.
Chi decide dove può essere posizionato il nuovo contatore? Non è una novità recente, ma una regola tecnica consolidata: i contatori vanno installati in prossimità dell’unità immobiliare servita, in posizione accessibile al distributore anche in assenza del cliente — per questo, salvo eccezioni, si privilegia la collocazione esterna (facciata dell’edificio o muro di cinta). Per il gas il riferimento tecnico è la norma UNI CIG 9036. Restano ammesse installazioni interne quando l’esterno non è praticabile (es. centri storici, comprovata difficoltà tecnica): in tal caso il contatore va comunque posizionato a ridosso del muro perimetrale, con foro di aerazione verso l’esterno per il gas. In condomini con più unità, i contatori vengono generalmente collocati in un unico vano.
Cosa succede se rifiuto il preventivo di spostamento? Il preventivo resta comunque a proprio carico, anche in caso di rifiuto — un motivo in più per farsi assistere prima di avviare la pratica.





