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Truffe con l’IA: come ti rubano voce e identità in pochi secondi

Scritto da A4Energie.it

29 Dicembre 2025

Negli ultimi anni le chiamate mute sono diventate uno dei fenomeni più inquietanti per chiunque utilizzi uno smartphone. Una telefonata che squilla, tu rispondi… e dall’altra parte il silenzio. Nessuna voce, nessun rumore, nessuna spiegazione.

Un episodio che fino a qualche tempo fa poteva sembrare un semplice errore tecnico, oggi è diventato un segnale da non sottovalutare. Perché dietro una chiamata muta può nascondersi molto di più: sistemi automatizzati, raccolta di dati, tentativi di truffa e, nei casi più sofisticati, tecniche di clonazione vocale.

In questo articolo analizziamo in modo chiaro e approfondito due delle truffe basate sull’intelligenza artificiale più diffuse nel 2026: il furto della voce tramite le chiamate mute e il furto dei dati tramite falsi messaggi ufficiali. Vedremo come funzionano, perché stanno aumentando e quali rischi reali comportano. L’obiettivo è fornire agli utenti strumenti concreti per riconoscerle, gestirle e proteggersi.

Cosa sono le chiamate mute

Una chiamata muta è una telefonata in cui, dopo aver risposto, non si sente alcun suono. Nessuna voce, nessun rumore di fondo, nessun messaggio registrato. Solo silenzio.

Questo silenzio, però, non è casuale.
Nella maggior parte dei casi è il risultato di un processo preciso, spesso automatizzato, che ha uno scopo ben definito: capire se il tuo numero è attivo e se sei disposto a rispondere.

Le chiamate mute non sono quindi un’anomalia tecnica, ma un vero e proprio strumento utilizzato da call center, sistemi di marketing aggressivo e, sempre più spesso, da organizzazioni che operano nel campo delle truffe telefoniche.

Perché arrivano le chiamate mute

Le ragioni possono essere diverse, ma tutte hanno un elemento in comune: la raccolta di informazioni sull’utente.

I sistemi automatici dei call center

Molte chiamate mute sono generate da dialer predittivi, software che effettuano decine o centinaia di chiamate contemporaneamente.

Il loro obiettivo è massimizzare il numero di contatti, ma quando il sistema sbaglia la previsione o gli operatori sono occupati, la chiamata viene instradata comunque. Risultato: l’utente risponde e trova il vuoto.

Questa pratica, pur essendo legale, è estremamente invasiva.
E soprattutto crea un terreno fertile per confondere l’utente, che non può distinguere una chiamata muta “innocua” da una potenzialmente pericolosa.

La verifica dei numeri attivi

Un’altra funzione delle chiamate mute è la validazione dei numeri.
Quando rispondi, confermi automaticamente che:

  • il numero è attivo
  • il telefono è utilizzato
  • sei disposto a rispondere a numeri sconosciuti

Queste informazioni hanno un valore economico.

I numeri attivi vengono inseriti in liste che possono essere utilizzate per campagne commerciali aggressive o, peggio, vendute a terzi.

Le nuove truffe basate sulla clonazione vocale

Il punto più delicato riguarda l’evoluzione delle truffe telefoniche.

Oggi esistono sistemi in grado di clonare la voce di una persona con pochi secondi di registrazione. E una chiamata muta può servire proprio a questo: catturare un frammento della tua voce, anche un semplice “pronto”.

Una volta ottenuto quel campione, è possibile generare una voce sintetica che imita la tua intonazione, il tuo ritmo, le tue inflessioni.
Questa voce può essere utilizzata per:

  • simulare una tua richiesta di denaro
  • ingannare un familiare
  • contattare servizi o operatori fingendo di essere te

Non succede sempre, ma è tecnicamente possibile. Ed è proprio questa possibilità a rendere il fenomeno più inquietante.

L’altra faccia della truffa: il furto dei dati con il finto INPS

Se la clonazione vocale punta a rubarti la voce, esiste una seconda tecnica, altrettanto insidiosa, che punta invece a rubarti i dati e l’identità. Di recente INPS e Codacons hanno lanciato un doppio allarme proprio su questi due fronti.

Il meccanismo è quello del phishing potenziato dall’intelligenza artificiale: arriva un SMS o un’email con loghi e grafica ufficiali, apparentemente inviati da un ente affidabile come l’INPS. Il messaggio ti invita a “verificare i tuoi dati” per non perdere l’accesso ai servizi online e ti fornisce un link.

Quel link porta a un portale falso ma visivamente identico all’originale. Una volta lì, ti viene chiesto di inserire dati anagrafici, copie del documento d’identità, buste paga, il CUD e persino un selfie. L’intelligenza artificiale elabora e “impacchetta” queste informazioni in tempo reale, permettendo ai truffatori di rubare l’identità della vittima in modo completo.

La regola d’oro per difendersi è una sola: l’INPS reale non invia mai link cliccabili via SMS. Per verificare qualunque comunicazione, non cliccare mai sul link ricevuto, ma accedi sempre in autonomia al sito ufficiale, nella tua area personale MyINPS. Lo stesso principio vale per banche, fornitori di luce e gas e qualsiasi altro servizio: se un messaggio ti mette fretta e ti chiede dati sensibili tramite un link, è quasi sempre un tentativo di truffa.

Le nuove regole per limitare le chiamate dei call center

Negli ultimi mesi sono entrate in vigore nuove misure pensate per ridurre il telemarketing aggressivo e rendere più difficile l’uso di numeri falsi o mascherati. Gli operatori telefonici devono applicare filtri più severi contro le chiamate che arrivano dall’estero ma si presentano con numeri italiani “spoofati”, una delle tecniche più usate dai call center irregolari e dai truffatori.
 Inoltre, è stato introdotto un sistema di numerazione dedicata per identificare in modo chiaro le chiamate commerciali legittime, così da distinguere le aziende autorizzate da quelle che operano nell’ombra.

Queste misure non eliminano del tutto il problema, ma riducono la quantità di chiamate sospette e rendono più semplice riconoscere quelle potenzialmente pericolose. È un passo avanti importante, soprattutto in un contesto in cui le chiamate mute e le tecniche di manipolazione vocale stanno diventando sempre più sofisticate.

Le chiamate mute sono sempre una truffa?

No, non sempre.
Ma il problema è che non puoi saperlo.

Una chiamata muta può essere:

  • un errore di un call center
  • un test di un sistema automatico
  • una verifica del numero
  • un tentativo di raccolta dati
  • il primo passo di una truffa più complessa

Questa ambiguità è ciò che rende le chiamate mute così insidiose. Non esiste un modo immediato per capire se dietro quel silenzio c’è un semplice errore o un tentativo di frode.

Per questo è fondamentale trattarle sempre con cautela.

Come riconoscere una chiamata muta sospetta

Alcuni segnali possono indicare che la chiamata muta non è casuale:

  • si ripete più volte nell’arco della giornata
  • proviene da numeri sempre diversi
  • arriva da prefissi internazionali insoliti
  • è seguita da chiamate commerciali aggressive
  • avviene in orari in cui normalmente non ricevi telefonate
  • compare dopo aver lasciato il numero su siti o form online

Questi comportamenti sono tipici dei sistemi che cercano di profilare l’utente prima di un contatto più invasivo.

Cosa fare se si riceve una chiamata muta

La regola principale è semplice: non interagire.

Non richiamare il numero

Richiamare significa confermare che il numero è attivo e che sei disposto a interagire. È esattamente ciò che chi effettua la chiamata vuole sapere.

Non parlare e non aspettare

Anche un semplice “pronto” può fornire un campione vocale. E restare in linea può dare informazioni sui tuoi tempi di risposta.

La tecnica dei 3 secondi di silenzio

C’è un accorgimento pratico che sfrutta il funzionamento stesso dei sistemi automatici usati dai truffatori. Se rispondi a un numero sconosciuto o sospetto, resta in totale silenzio per i primi 3 secondi. I bot e i sistemi IA che gestiscono queste chiamate sono programmati per riagganciare in automatico se non rilevano subito una voce umana: il tuo silenzio, in pratica, li scoraggia sul nascere.

Se capisci che la chiamata è muta, riaggancia immediatamente senza dire una parola e provvedi a bloccare il numero. Evita l’istinto di dire “pronto?” più volte: è esattamente il campione vocale che cercano.

Bloccare il numero

Bloccare il numero non risolve il problema alla radice, ma riduce il rischio di ulteriori contatti.

Segnalare l’attività

Segnalare il numero alle piattaforme anti-spam o alle autorità contribuisce a limitare la diffusione del fenomeno.

Utilizzare strumenti di filtraggio avanzato

Molti smartphone integrano sistemi di riconoscimento spam. Esistono inoltre app che identificano e bloccano automaticamente numeri sospetti, riducendo drasticamente il numero di chiamate indesiderate.

Domande frequenti (FAQ)

Le chiamate mute possono clonare la mia voce?

Sì, è tecnicamente possibile. Bastano pochi secondi di audio.

Perché ricevo più chiamate mute del solito?

Perché il tuo numero è stato inserito in una lista di contatti attivi.

Le chiamate mute sono pericolose?

Non sempre, ma possono essere il primo passo di una truffa.

Posso bloccarle definitivamente?

Non del tutto, ma puoi ridurre drasticamente il numero di chiamate con strumenti di filtraggio e segnalazioni.

L’INPS mi ha mandato un SMS con un link: è affidabile?

No. L’INPS reale non invia mai link cliccabili via SMS o email. Per verificare, accedi sempre in autonomia al sito ufficiale nella sezione MyINPS, senza cliccare sul link ricevuto.

Cosa devo fare se rispondo a una chiamata sospetta?

Resta in silenzio per i primi secondi: i sistemi automatici riagganciano se non sentono una voce. Se la chiamata è muta, riaggancia subito senza parlare e blocca il numero.

Conclusioni

Le chiamate mute non sono un fenomeno nuovo, ma nel 2026 hanno assunto una dimensione più complessa e potenzialmente rischiosa. Il silenzio dall’altra parte della linea non è casuale: è un segnale, un test, un primo passo. Capire come funzionano e come difendersi è oggi fondamentale per proteggere la propria sicurezza digitale. Che si tratti di rubarti la voce con una chiamata muta o i dati con un falso messaggio ufficiale, il filo conduttore è sempre lo stesso: sfruttare la fretta e la distrazione. Fermarsi un attimo, non cliccare e verificare sempre tramite i canali ufficiali è la difesa più efficace che hai.

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