Il Decreto Bollette 2026 introduce due contributi economici pensati per alleggerire il peso delle utenze energetiche. Sono misure semplici, ma con logiche diverse: una è automatica, l’altra dipende dal fornitore. Per questo è importante capire come funzionano e quali azioni deve compiere il cliente per non rischiare di perderle.
Di seguito trovi una spiegazione chiara e aggiornata, basata esclusivamente sulle informazioni ufficiali riportate nel decreto.
Il contributo aggiuntivo da 115 euro
Il primo intervento previsto dal decreto è un contributo di 115 euro, destinato alle famiglie con ISEE basso e consumi contenuti. L’obiettivo è rafforzare il sostegno già previsto dal Bonus Sociale, aggiungendo un importo extra per chi si trova in condizioni economiche più fragili.
Il contributo spetta ai nuclei con ISEE non superiore a 9.796 euro (fino a tre figli) oppure fino a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico.
Si tratta di soglie leggermente aggiornate rispetto al 2025, quando il limite ordinario era fissato a 9.530 euro: l’aumento, seppur contenuto, riflette l’adeguamento annuale previsto dalla normativa. La soglia per le famiglie numerose, invece, resta invariata.
A questi requisiti economici si aggiunge un criterio tecnico: i consumi elettrici degli ultimi dodici mesi devono essere inferiori a 3.000 kWh.
Chi rientra in queste condizioni non deve presentare alcuna domanda. Il contributo viene applicato in automatico, direttamente in bolletta, e secondo le indicazioni dovrebbe comparire nelle bollette estive 2026. L’unico elemento indispensabile è avere un ISEE aggiornato, perché senza questo documento il sistema non può riconoscere il diritto al beneficio.
Il contributo da 60 euro all’anno
Accanto al contributo da 115 euro, il decreto introduce un secondo sostegno: 60 euro all’anno destinati ai nuclei con ISEE fino a 25.000 euro.
A differenza del precedente, questo contributo non è automatico. La sua applicazione dipende dal fornitore: alcuni operatori lo riconosceranno, altri potrebbero non aderire.
Questo significa che due clienti con lo stesso ISEE potrebbero trovarsi in situazioni diverse a seconda della compagnia con cui hanno attiva la fornitura. Per questo è fondamentale verificare la propria posizione e, se necessario, richiedere chiarimenti.
Cosa deve fare il cliente per ottenere i contributi
Il primo passo è aggiornare l’ISEE, perché senza un ISEE valido nessuno dei due contributi può essere riconosciuto.
Per farlo è necessario presentare o rinnovare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presso un CAF o tramite il portale INPS: è questo documento che permette di calcolare l’ISEE aggiornato per il 2026.
Chi rientra nelle soglie del Bonus Sociale dovrebbe controllare la propria bolletta per verificare se il bonus è già attivo: in questo caso, il contributo da 115 euro verrà applicato automaticamente nelle bollette successive.
Per il contributo da 60 euro, invece, è necessario verificare se il proprio fornitore ha aderito alla misura. Non essendo un beneficio automatico, è utile richiedere una conferma diretta al proprio operatore oppure rivolgersi a un consulente A4Energie.it, che può effettuare la verifica e, quando previsto, procedere con la richiesta al fornitore.
Conclusione
Il Decreto Bollette 2026 introduce due contributi importanti per sostenere le famiglie nel pagamento delle utenze:
un contributo da 115 euro, destinato ai nuclei con ISEE basso e consumi contenuti, e un contributo da 60 euro annui, riservato a chi ha un ISEE fino a 25.000 euro e attivabile solo presso i fornitori che hanno aderito alla misura.
Per riceverli correttamente è fondamentale aggiornare l’ISEE tramite la DSU, verificare l’attivazione del Bonus Sociale e controllare le condizioni applicate dal proprio operatore.
Il team di A4Energie.it può supportarti nella lettura della bolletta, nella verifica dei contributi e nell’eventuale richiesta al fornitore, così da assicurarti di ottenere tutti i benefici previsti dal decreto.





