In ogni ufficio c’è una scena che si ripete: la pausa caffè finisce, ma la macchina del caffè resta accesa, pronta per il prossimo utilizzo. Un gesto di comodità che sembra innocuo, ma che in realtà nasconde un costo energetico sorprendente. Analizziamo il caso di una delle macchine da caffè più diffuse, molto simile a quelle presenti in tanti ambienti di lavoro, per capire quanto si può risparmiare semplicemente spegnendola.
Il consumo reale durante la giornata
Queste macchine hanno una potenza assorbita massima di circa 650 W quando la resistenza è attiva per riscaldare la caldaia. Tuttavia, la resistenza non resta accesa in modo continuo: lavora a cicli, accendendosi e spegnendosi per mantenere l’acqua alla giusta temperatura.
In un ufficio, durante una giornata lavorativa di 8 ore, il tempo effettivo in cui la resistenza rimane accesa si aggira intorno al 40% del totale. In altre parole, su 8 ore la macchina consuma energia come se fosse accesa per circa 3,2 ore.
Origine dei dati
Il dato del duty cycle medio (40%) non proviene da schede tecniche ufficiali, che si limitano a riportare la potenza massima assorbita. È una stima basata su misurazioni pratiche e osservazioni di utilizzo tipico: ambienti d’ufficio con temperatura stabile, pause caffè distribuite nell’arco della giornata e caldaia che si riattiva periodicamente. In letteratura tecnica e nelle prove empiriche, il duty cycle varia tra il 30% e il 50%. Per i nostri calcoli abbiamo scelto il valore medio, così da fornire un quadro realistico e prudente.
Calcolo del consumo annuo (macchina accesa 8 ore)
- Consumo giornaliero: 0,65 kW × 3,2 h ≈ 2,08 kWh
- Consumo annuo (260 giorni lavorativi): 2,08 kWh × 260 ≈ 541 kWh
- Costo annuo stimato: 541 kWh × 0,30 €/kWh ≈ 162 €
In pratica, lasciare la macchina accesa durante l’orario d’ufficio può costare oltre 160 € l’anno, senza contare l’impatto ambientale legato alle emissioni di CO₂.
Scenario alternativo: accendere per ogni caffè
Se invece la macchina venisse accesa soltanto al momento della preparazione e spenta subito dopo, il consumo cambierebbe radicalmente.
Calcolo del consumo annuo (macchina accesa per fare un caffè e spenta subito dopo)
- Accensione e riscaldamento iniziale: circa 650 W per 5 minuti → 0,054 kWh
- Erogazione di un caffè: circa 1 minuto a piena potenza → 0,011 kWh
- Totale per un caffè: ≈ 0,065 kWh
Supponendo 5 caffè al giorno in ufficio:
0,065 kWh × 5 = 0,325 kWh / giorno
- Consumo annuo (260 giorni lavorativi): 0,325 kWh × 260 ≈ 85 kWh
- Costo annuo stimato: 85 kWh × 0,30 €/kWh ≈ 25 €
Confronto tra i due scenari
- Macchina accesa 8 ore (duty cycle 40%): ≈ 162 € l’anno
- Macchina accesa solo per fare il caffè (5 al giorno): ≈ 25 € l’anno
La differenza è evidente: oltre 130 € di risparmio annuo semplicemente spegnendo la macchina dopo ogni utilizzo.
Conclusione
Il mito secondo cui “riaccendere consuma di più” è falso: il picco di assorbimento iniziale dura pochi minuti e incide pochissimo. Il vero spreco deriva dai cicli di mantenimento della temperatura. Spegnere la macchina del caffè dopo ogni utilizzo significa ridurre drasticamente i consumi e tagliare la bolletta.
Un gesto semplice, che in ufficio può tradursi in oltre 130 € di risparmio annuo e in un contributo concreto alla riduzione degli sprechi energetici.





