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Corrispettivo CMOR in bolletta: cos’è e cosa fare se lo trovi

Scritto da A4Energie.it

9 Ottobre 2026

Apri la bolletta del tuo nuovo fornitore e tra le voci compare una sigla che non avevi mai visto:
CMOR. Non è un errore di stampa, non è una nuova imposta e non è una penale per aver cambiato
operatore. Il CMOR è il corrispettivo di morosità: un indennizzo che il tuo fornitore precedente può
richiedere quando hai cambiato operatore lasciando bollette non pagate.
Vediamo quando può essere addebitato legittimamente, quando invece puoi contestarlo, e perché
da dicembre 2026 conta molto più di prima.

Cosa significa CMOR

CMOR sta per corrispettivo di morosità, ed è regolato da ARERA nell’ambito del cosiddetto Sistema indennitario.

Il meccanismo funziona così: il venditore che hai lasciato non riesce a incassare il credito e, invece di avviare un recupero crediti ordinario, può accedere a un sistema centralizzato gestito da Acquirente Unico attraverso il Sistema Informativo Integrato. L’importo ti viene poi addebitato in bolletta dal fornitore nuovo, che agisce solo da tramite: quei soldi non restano a lui.

È importante capirlo, perché il primo istinto quando si vede il CMOR è prendersela con chi ha emesso la fattura. Ma il tuo nuovo fornitore non ha deciso nulla: sta eseguendo una procedura prevista dalla regolazione.

Non riesci a capire da dove arriva una voce della tua bolletta? Mandacela: te la leggiamo noi, gratuitamente e senza impegno. Ti rispondiamo in giornata.

Quando il CMOR può essere addebitato (e quando no)

Non basta un ritardo di pagamento perché scatti il CMOR. Le condizioni sono stringenti, ed è proprio qui che si scoprono gli addebiti irregolari.

I tempi sono rigidi

La richiesta di indennizzo deve essere presentata nel periodo compreso fra 6 e 12 mesi dalla data di effetto dello switching. Prima non si può, dopo non si può più. Se ti trovi un CMOR per un cambio fornitore avvenuto due anni fa, c’è qualcosa che non torna.

C’è una soglia minima

L’indennizzo deve essere pari o superiore a 10 euro. Sotto quella cifra il sistema non si attiva.

L’importo non è libero

Il valore dell’indennizzo è commisurato alla stima della spesa di due mesi di fornitura, non all’intero debito accumulato. Se il tuo vecchio fornitore vanta crediti più ampi, per la parte eccedente deve usare le normali vie di recupero.

Devi essere stato avvisato

Il cliente deve aver ricevuto la comunicazione della morosità, con l’indicazione che verrà applicato l’indennizzo. Un CMOR che arriva senza alcun preavviso è una circostanza da approfondire.

Alcuni importi restano fuori

Non rientrano nel sistema, ad esempio, i corrispettivi legati alla ricostruzione dei consumi in caso di malfunzionamento del contatore.

Cosa fare se il CMOR non ti convince

La normativa prevede espressamente che l’indennizzo possa essere annullato: per non conformità della richiesta, su iniziativa del venditore uscente o su richiesta del venditore entrante. Non sei davanti a un addebito intoccabile.

  1. Recupera la data esatta del cambio fornitore e verifica se rientri nella finestra 6–12 mesi.
  2. Controlla l’importo: è coerente con due mesi di fornitura o è palesemente più alto?
  3. Cerca la comunicazione di morosità del vecchio venditore. Se non l’hai mai ricevuta, annotalo.
  4. Verifica di aver davvero saldato o meno quelle mensilità. Capita spesso che un pagamento tardivo sia stato incassato ma non registrato in tempo.
  5. Presenta reclamo scritto al fornitore che ti ha emesso l’addebito, allegando quanto raccolto.
  6. Se la risposta non arriva o non ti soddisfa, puoi rivolgerti allo Sportello per il consumatore e al Servizio Conciliazione di ARERA, gratuito e online.

Ti aiutiamo noi a fare questa verifica, gratuitamente. Raccogliamo i documenti, controlliamo i termini e, se l’addebito non è dovuto, ti seguiamo nel reclamo fino alla risposta. Scrivici: hai un consulente dedicato, non un centralino.

Dal 1° dicembre 2026 il CMOR pesa il doppio

Con la delibera 58/2026/R/eel, ARERA ha riformato il cambio fornitore nel settore elettrico: dal 1° dicembre 2026 la procedura tecnica di switching si completa in un giorno lavorativo. Ma non per tutti. La corsia rapida richiede tre condizioni insieme: essere cliente domestico, avere il punto di prelievo non sospeso e non avere un corrispettivo CMOR attivo.

Chi non rientra non viene bloccato, ma passa su una corsia più lenta, con decorrenza a partire da dieci giorni lavorativi.

Tradotto: da dicembre il CMOR non è più solo una voce in bolletta da pagare o contestare. È ciò che decide se potrai cambiare fornitore in un giorno o in due settimane. Una ragione in più per verificarlo adesso, non fra sei mesi. Trovi il quadro completo della riforma nel nostro approfondimento su come funzionerà lo switching in 24 ore.

E le regole stanno per cambiare ancora

Il sistema che governa il CMOR è in piena revisione. ARERA ha avviato il procedimento di riforma con la delibera 59/2026/R/com e ha poi aperto la consultazione 248/2026/R/com, che mette sul tavolo diverse ipotesi: accorciare i termini per la richiesta di indennizzo, portando il minimo da sei a quattro mesi e il massimo da dodici a otto, centralizzare la gestione finanziaria, introdurre un tetto massimo all’importo e responsabilizzare maggiormente il venditore.

Le associazioni dei consumatori hanno colto l’occasione per sollevare una critica di fondo: il CMOR finisce spesso anche su chi non ha nulla del turista energetico, cioè famiglie in difficoltà temporanea o clienti con fatture contestate.

Il procedimento è ancora in corso, quindi i numeri che leggi oggi sono quelli validi. Ma se ti trovi un CMOR nel 2027, torna a controllare: potrebbero non valere più.

Domande frequenti sul CMOR

Cosa significa CMOR in bolletta?

CMOR sta per corrispettivo di morosità. È un indennizzo che il fornitore precedente può richiedere quando hai cambiato operatore lasciando fatture non pagate, e che il nuovo fornitore ti addebita in bolletta agendo da tramite.

Entro quanto tempo può essere richiesto il CMOR?

La richiesta di indennizzo va presentata nel periodo compreso fra 6 e 12 mesi dalla data di effetto dello switching. Fuori da questa finestra non è ammissibile.

Esiste un importo minimo per il CMOR?

Sì. L’indennizzo deve essere pari o superiore a 10 euro perché il sistema si attivi.

Come si calcola l’importo del CMOR?

Il valore è commisurato alla stima della spesa di due mesi di fornitura del cliente, e non corrisponde necessariamente all’intero debito residuo.

Il CMOR si può contestare?

Sì. La disciplina prevede casi di annullamento dell’indennizzo, anche per non conformità della richiesta. Il percorso è: reclamo scritto al fornitore e, se la risposta manca o non soddisfa, Sportello per il consumatore e Servizio Conciliazione di ARERA.

Il CMOR impedisce di cambiare fornitore?

No, ma dal 1° dicembre 2026 un CMOR attivo esclude dalla procedura rapida di switching: la richiesta avrà decorrenza a partire da dieci giorni lavorativi anziché da uno.

Conclusioni

Il CMOR non è una punizione per aver cambiato fornitore. È un indennizzo con regole precise, termini stretti e una soglia minima, e proprio per questo può essere verificato e, quando non è dovuto, annullato.

Se ne trovi uno in bolletta, niente panico. Ma non ignorarlo: da dicembre 2026 è anche la cosa che decide quanto velocemente potrai andartene altrove.

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Fonti

Le regole sul corrispettivo CMOR descritte in questo articolo sono contenute nei provvedimenti ufficiali dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

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